Partly Skimmed

ALEKX3~ A LONDRA.
10% DI GRASSO - 90% TRUE LIFE
Apr 07

24H di silenzio stampa.

Dunque, dove cominciare?

Iniziamo dal punto cruciale della questione: chiedo scusa a tutti quelli che nelle ultime 24h mi hanno cercato e dato altrettanto per disperso. Ammetto che il comportamento non è stato dei migliori ma purtroppo è capitato quando segue nel post.

Ammetto di essere una persona dal carattere alquanto difficile, tuttavia questa mia “assenza” o “latitanza” che dir si voglia non è stata data dalla magnificenza del mio umore.

Veniamo al nocciolo. Ormai come molti hanno capito vuoi per gloria, vuoi per soldi - sto facendo orari pazzi a lavoro, questo mi porta talvolta a uscire ad orari sconsiderati dall’ufficio e come tale è successo anche Giovedì 5 aprile.

Sono uscito dall’ufficio abbastanza tardi e successivamente sono andato a cena con un amico (la antonia, per chi conosce ecco).
Dopodiché ci siamo recati in un pub ma verso le 23.45 circa, stanco, ho deciso di tornare a casa mentre il mio amico è rimasto al pub.

Sono un tipo abbastanza abitudinario, quando devo fare un percorso tendo a fare sempre lo stesso. Questa volta non è stato così.

Da Old Compton St, via principale di Soho - centro Londra (per chi non conoscesse la capitale britannica) dovevo raggiungere Piccadilly Circus e l’omonima stazione della metropolitana.

Tuttavia, invece di passare per Shaftesbury Avenue - via principale che divide il quartiere di Soho dal quartiere di Chinatown, sono passato per Archer St. e successivamente volevo prendere Great Windmill St. per raggiungere per l’appunto la stessa destinazione ma per evitare un po’ la folla tipica della via principale.

Sostanzialmente cosa è accaduto: Quattro gentilissimi signori dall’est Europa (posso dire con sicurezza Rumeni data la lingua, ma insomma questo non fa testo nè cambia in più o in meno la gravità della cosa) mi hanno .. assalito. Se questo è il termine giusto.

Sbattuto al muro, buttato a terra, preso a calci nei fianchi e nelle gambe hanno “ravanato” nel mio portafoglio non trovando poi nulla in quanto - come qualcuno sa - non sono solito girare con i soldi appresso in quanto fan sfegatato della Debit Card (o Bancomat che dir si voglia).

Ai signori (s minuscola ad causam) non è piaciuto tutto ciò e quindi dopo qualche altra mezza serie di colpi vari (di cui uno assestato in parti dove il sole non batte ma che fortunatamente non è mai stata e mai sarà utile al progresso della specie umana) se ne sono andati. Con tanto di sputo addosso e qualche ben noto epiteto della serie “fag” (Però, anche all’est conoscono i complimenti, Cosa fai, te ne privi).

In tutto questo la mia reazione c’è stata, uno penso ci abbia rimesso qualche dente. Ma 4 su 1 è frazione impropria, dunque viene difficile ottenere un “risultato”.

In sostanza è stato più lo spavento che il dolore. Tanto da non permettermi di tornare a casa. Ormai si era fatto tardi e di prendere la Tube non c’era verso e prendere un autobus non mi sembrava il caso e ho passato la nottata in un ostello li vicino (che per chi conoscere la mia “storia a Londra” sa di quale orrore parlo).

Sto bene, non è successo nulla. Cioè, è successo qualcosa ma sono qui.

L’ironia nasce spontanea quando i signori si sono fermati al portafoglio e non hanno minimamente calcolato lo zaino che conteneva un PC, un iPhone, un BlackBerry e tanto altro.

A tutto questo si aggiunge il fatto che tutto ciò è avvenuto in pieno centro Londra, sfortuna vuole nessuno fosse presente e tantomeno qualche telecamera.
Tuttavia, è successo li. Avrei giustificato un’azione del genere più a Wood Green (che si sa non è zona molto sicura) e invece è andata così.

Non sto li a sindacare o puntare dito o qualunque altra cosa.

Non sono stato li a cercare polizia o altro, onestamente la mia testa pensava al contrario in quel momento e sopratutto, poteva andare peggio.

Ovviamente tutto ciò mi insegna, nonostante lo sia già di mio, ad essere ancora più attento e prudente (e magari la prossima volta reagire molto prima :) ).

Questo è quanto.
Il giorno successivo per l’appunto ho preferito pensare un po’ e stare da solo.

Eccomi qua dunque, come prima, giusto qualche livido sulla coscia ma insomma -  da quel tocco violaceo alla carnagione che a volte piace (… questa potevo risparmiarmela) - anche se sta già sparendo.

Chiedo scusa per los gofo così lungo, sgrammaticato senza un filo logico ma come al solito sono abituato a scrivere di getto (ma si, svendiamoci con la balla dello stream of consciousness e mascheriamo il mio disordine mentale).

Scusate l’interruzione, il solito palinsesto di cazzate e superamento dell’ego tornerà su questi schermi dopo lo spot pubblicitario.

Il vostro stanco, gonfio e demotivato (ma ora risolvo) Valentino.

Apr 07

24H di silenzio stampa.

Dunque, dove cominciare?

Iniziamo dal punto cruciale della questione: chiedo scusa a tutti quelli che nelle ultime 24h mi hanno cercato e dato altrettanto per disperso. Ammetto che il comportamento non è stato dei migliori ma purtroppo è capitato quando segue nel post.

Ammetto di essere una persona dal carattere alquanto difficile, tuttavia questa mia “assenza” o “latitanza” che dir si voglia non è stata data dalla magnificenza del mio umore.

Veniamo al nocciolo. Ormai come molti hanno capito vuoi per gloria, vuoi per soldi - sto facendo orari pazzi a lavoro, questo mi porta talvolta a uscire ad orari sconsiderati dall’ufficio e come tale è successo anche Giovedì 5 aprile.

Sono uscito dall’ufficio abbastanza tardi e successivamente sono andato a cena con un amico (la antonia, per chi conosce ecco).
Dopodiché ci siamo recati in un pub ma verso le 23.45 circa, stanco, ho deciso di tornare a casa mentre il mio amico è rimasto al pub.

Sono un tipo abbastanza abitudinario, quando devo fare un percorso tendo a fare sempre lo stesso. Questa volta non è stato così.

Da Old Compton St, via principale di Soho - centro Londra (per chi non conoscesse la capitale britannica) dovevo raggiungere Piccadilly Circus e l’omonima stazione della metropolitana.

Tuttavia, invece di passare per Shaftesbury Avenue - via principale che divide il quartiere di Soho dal quartiere di Chinatown, sono passato per Archer St. e successivamente volevo prendere Great Windmill St. per raggiungere per l’appunto la stessa destinazione ma per evitare un po’ la folla tipica della via principale.

Sostanzialmente cosa è accaduto: Quattro gentilissimi signori dall’est Europa (posso dire con sicurezza Rumeni data la lingua, ma insomma questo non fa testo nè cambia in più o in meno la gravità della cosa) mi hanno .. assalito. Se questo è il termine giusto.

Sbattuto al muro, buttato a terra, preso a calci nei fianchi e nelle gambe hanno “ravanato” nel mio portafoglio non trovando poi nulla in quanto - come qualcuno sa - non sono solito girare con i soldi appresso in quanto fan sfegatato della Debit Card (o Bancomat che dir si voglia).

Ai signori (s minuscola ad causam) non è piaciuto tutto ciò e quindi dopo qualche altra mezza serie di colpi vari (di cui uno assestato in parti dove il sole non batte ma che fortunatamente non è mai stata e mai sarà utile al progresso della specie umana) se ne sono andati. Con tanto di sputo addosso e qualche ben noto epiteto della serie “fag” (Però, anche all’est conoscono i complimenti, Cosa fai, te ne privi).

In tutto questo la mia reazione c’è stata, uno penso ci abbia rimesso qualche dente. Ma 4 su 1 è frazione impropria, dunque viene difficile ottenere un “risultato”.

In sostanza è stato più lo spavento che il dolore. Tanto da non permettermi di tornare a casa. Ormai si era fatto tardi e di prendere la Tube non c’era verso e prendere un autobus non mi sembrava il caso e ho passato la nottata in un ostello li vicino (che per chi conoscere la mia “storia a Londra” sa di quale orrore parlo).

Sto bene, non è successo nulla. Cioè, è successo qualcosa ma sono qui.

L’ironia nasce spontanea quando i signori si sono fermati al portafoglio e non hanno minimamente calcolato lo zaino che conteneva un PC, un iPhone, un BlackBerry e tanto altro.

A tutto questo si aggiunge il fatto che tutto ciò è avvenuto in pieno centro Londra, sfortuna vuole nessuno fosse presente e tantomeno qualche telecamera.
Tuttavia, è successo li. Avrei giustificato un’azione del genere più a Wood Green (che si sa non è zona molto sicura) e invece è andata così.

Non sto li a sindacare o puntare dito o qualunque altra cosa.

Non sono stato li a cercare polizia o altro, onestamente la mia testa pensava al contrario in quel momento e sopratutto, poteva andare peggio.

Ovviamente tutto ciò mi insegna, nonostante lo sia già di mio, ad essere ancora più attento e prudente (e magari la prossima volta reagire molto prima :) ).

Questo è quanto.
Il giorno successivo per l’appunto ho preferito pensare un po’ e stare da solo.

Eccomi qua dunque, come prima, giusto qualche livido sulla coscia ma insomma -  da quel tocco violaceo alla carnagione che a volte piace (… questa potevo risparmiarmela) - anche se sta già sparendo.

Chiedo scusa per los gofo così lungo, sgrammaticato senza un filo logico ma come al solito sono abituato a scrivere di getto (ma si, svendiamoci con la balla dello stream of consciousness e mascheriamo il mio disordine mentale).

Scusate l’interruzione, il solito palinsesto di cazzate e superamento dell’ego tornerà su questi schermi dopo lo spot pubblicitario.

Il vostro stanco, gonfio e demotivato (ma ora risolvo) Valentino.

Mar 25

Questione di bandiera

Ho sempre trovato che Londra, tra le tante capitali Europee, sia la meno “Europea” di tutte.

Effettivamente questa sensazione non è nuova a chi ha avuto modo di vederla con occhio “non da turista che fa un viaggio di 3 giorni” (salvo qualche raro turista dalle buone abilità critiche).

Benché ormai sembra che le bandiere stiano andando fuori moda, non è ancora raro trovare bandiere nazionali eeuropee appese ai palazzi istituzionali e non, perfino in Italia.

Tuttavia, l’unica che ho visto a Londra era appesa al consolato Francese, ma vi dirò di più: in tutti gli aeroporti il segno “stellare” dell’UE è presente giusto una volta.

Che l’Inghilterra, ops, Regno Unito - abbia sempre avuto poco a che spartire con il resto dell’Unione è risaputo: dalla moneta alle abitudini, dagli standard elettrici/telefonici ai segnali stradali. Il Regno Unito ha sempre “voluto soffrire” la sua insularità. Ma possiamo dire che ne ha creato pretesto.

Ora più che mai, nell’Europa della crisi, il Regno Unito si sente sempre più lontano da quel concetto di unione, gia bistrattato, mai recepito.

Ora più che mai, la gente che ha sempre voluto la separazione del Regno Unito dalla bandiera con le stelle insorge.

Ad ogni modo non si tratta solo di una questione istituzionale ma di una vera questione culturale. E’ raro trovare Inglesi che si sentono “felicemente europei”.

Loro dicono che sono Inglesi, del resto - non gli importa nulla.

Mar 24
#GetAheadOfTheGames #London2012

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Feb 17
Il modo di iniziare la giornata? Camminare nei tunnel della #Piccadilly, #signallingfault

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Gen 29
Idee chiare sul vicinato. #soncose

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Gen 29
Londra: Ennesima visione positiva degli Italiani. #disagio

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Dic 13
Ma dai? Dal nome avrei detto Indiano.

Ma dai? Dal nome avrei detto Indiano.

Dic 10
Temperature tropicali e io in magliettina is the new caldane a 22 anni #disagio

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Dic 08
Ma un bellissimo porca troia?

Ma un bellissimo porca troia?